Storia

La Parrocchia S. Agostino in Ferrara è sorta nella periferia Sud-Ovest della città, lungo la strada nazionale Ferrara-Bologna, dove il rapido aumento della popolazione in quella zona aveva formato un nucleo residenziale ben definito. Assicurato il terreno per la costruzione di una nuova chiesa, l’allora Arcivescovo Mons. Natale Mosconi eresse  canonicamente la comunità elevandola a parrocchia con decreto 1 gennaio 1972.  Fu riconosciuta agli effetti civili con Decreto del Presidente della Repubblica Giovanni Leone il 9 febbraio 1973.

Ciò che nacque sulla carta però prese il via il 15 dicembre 1974 quando Mons. Mosconi celebrò assieme ai due sacerdoti responsabili in solido della nuova parrocchia, don Giancarlo Pirini e don Ivano Casaroli, la prima messa nel garage della canonica, unica struttura allora esistente.

Due semplicissime idee guidarono l’inizio di quell’esperienza: stare insieme come preti, stare da preti insieme alla gente.

Aldilà dell’efficacia che ciò ha prodotto, questa convinzione ha dettato tutta l’organizzazione della vita pastorale ed è stata assorbita naturalmente fino a diventare lo stile e il volto della comunità parrocchiale.

“Camminare insieme” alla gente. All’inizio la gente non era tanta, circa 2000 abitanti, ma nel corso del tempo la parrocchia ha raggiunto gli attuali 9000 abitanti.

In questi 40 anni si sono succeduti numerosi sacerdoti e parroci: don Casaroli Ivano, don Giancarlo Pirini, don Florindo Arpa, don Domenico Bedin, don Emanuele Zappaterra, don Michele Zecchin, affiancati da numerosi vicari parrocchiali. Accanto ai sacerdoti, da subito, vi sono sempre stati laici che hanno condiviso e lavorato tenacemente nel campo dell’educazione, della liturgia e del servizio caritativo. Qui, nel 1984 ha trovato presto accoglienza e pronta attuazione il Consiglio Pastorale Parrocchiale.

Il “camminare insieme” si arricchì dell’incontro con la Congregazione delle Suore di Gesù Buon Pastore (Pastorelle), che nel 1981 aprì una comunità che ha per propria vocazione la condivisione e le responsabilità pastorali, specie là dove la realtà sociale è più difficile e richiede una presenza diffusa tra la gente. Per una riorganizzazione al loro interno le suore Pastorelle lasciarono la parrocchia nel 1999.

Fin dai primi tempi fu presente l’Azione Cattolica, attraverso laici che formatisi in essa nello spirito conciliare diventati “pietre vive” della comunità parrocchiale con uno stile di condivisione pastorale. L’esperienza dell’A.C. è continuata nel tempo fino ad oggi crescendo anche numericamente (attualmente circa settanta aderenti appartenenti a tutti i settori) e con diverse persone impegnate anche negli organismi diocesani.

Dopo la canonica inizia la costruzione della chiesa, che viene inaugurata dal vescovo Filippo Franceschi nel 1978 in occasione della Prima Comunione di 120 bambini. Sono poi seguiti i lavori di costruzione delle opere parrocchiali, locali che negli anni hanno accolto persone e attività differenziate. L’ultima fatica la sistemazione del cortile dell’Oratorio nel 2003. La gioia più grande la comunità l’ha vissuta il 15 dicembre del 2004 quando il vescovo Paolo Rabitti ha celebrato la solenne Dedicazione della chiesa in una indimenticabile festa.

La messa domenicale sin dagli inizi rimase e ancora oggi rimane l’avvenimento centrale, o meglio la radice di ogni agire e di ogni scelta.

Attualmente, alla domenica vengono celebrate due Messe. Alle 8 vi sono adulti e anziani e alle 11 la celebrazione raduna le famiglie, con i bambini che frequentano il catechismo. Inoltre celebriamo la prefestiva del sabato sera alle ore 18.30 frequentata sempre da adulti.

Anche la catechesi è subito iniziata. Non avendo locali sufficienti a raccogliere tutti i bambini che in quegli anni erano molti, il catechismo si svolgeva non solo in canonica e nelle stanze da letto dei preti, ma anche negli appartamenti e garages di alcune famiglie. La formazione dei catechisti è sempre stata una priorità dei parroci che si sono succeduti. Da alcuni anni a questa parte la parrocchia ha risposto all’esigenza di trovare nuovi metodi e itinerari educativi rispondenti alle varie situazioni. Questo ci ha portato ad attuare una “catechesi famigliare” di tipo sperimentale in cui anche i genitori collaborano alla catechesi dei propri bimbi. In questi ultimi anni abbiamo visto diminuito l’afflusso dei bambini, ma si sta cercando di rimediare contattando direttamente le famiglie dei bambini in età scolare.

La parrocchia sin dalle sue origini si è sempre occupata dei poveri. Poveri materialmente fino alla necessità del mangiare, poveri sociologicamente, poveri per solitudine, per anzianità,  per droga, per disoccupazione, poveri di capacità umane. A questi poveri negli anni ci siamo rivolti con molte iniziative, ma soprattutto essi ci hanno sempre ricordato che la fede senza la carità è morta; che nessuna formazione conta se non la si spende a favore degli altri; che nessuna comunità è credibile se non fa spazio ai poveri, se non offre testimonianza di condivisione.

Nacque così fin dal 1975 la Conferenza San Vincenzo che da subito si mette a lavorare per i poveri.

Nei primi anni 80 la parrocchia accolse i primi “obiettori di coscienza” della Caritas che lavoravano sia sul fronte dell’educazione che su quello della povertà.

Nel 1988 è costituita l’Associazione Arcobaleno che non è propriamente parrocchiale ma che a S. Agostino trova il suo atto di nascita, i promotori e molti dei suoi animatori. In parrocchia cura, ancora oggi, un doposcuola per i ragazzi a rischio della fascia dell’obbligo.

Negli anni 90 nasce l’Associazione Viale K (da Viale Krasnodar nome del viale che attraversa tutto il territorio parrocchiale), una onlus che muove i primi passi a sostegno di persone in difficoltà attraverso attività di lavoro comune e accoglienza; e in questi ultimi anni, affronta il fenomeno dell’ immigrazione. Quest’ultima attività ha procurato non poche sofferenze tra gli operatori dell’Associazione e di tutta la parrocchia.

Riguardo gli immigrati. In questi ultimi anni abbiamo visto aumentare la presenza di singoli e famiglie straniere, esse abitano nei condomini, i bimbi frequentano le scuole del territorio, giocano nei parchi e quelli che sono cristiani frequentano la liturgia domenicale. Non vi è ancora nulla di strutturato, nessuna occasione per conoscerci e dialogare, però desideriamo creare una “pastorale d’integrazione”, interreligiosa, multietnica. Una delle pochissime esperienze pastorali è legata ai campi scuola estivi, frequentati da alcuni ragazzi musulmani, per loro è anche un’occasione per integrarsi e per i loro coetanei è motivo di arricchimento.

A metà degli anni novanta, sull’onda dell’immigrazione di centinaia di albanesi anche presso il nostro territorio, Don Domenico ed alcuni giovani della parrocchia si sono recati in Albania per opere di carattere edile, sanitario ed educativo. Una piccola esperienza missionaria che ha portato a conoscere la povertà ed anche la ricchezza della chiesa Albanese. Tra i tanti frutti di questa esperienza c’è anche l’ordinazione sacerdotale di uno di loro: don Simon.

Nel 2004 parte l’esperienza dell’Oratorio. La presenza costante di un educatore nei primi tre anni ha visto una frequentazione di 60 ragazzini al giorno. Numerosi anche gli incontri formativi preparati per i genitori dei ragazzi. La fine del progetto legato a quel primo educatore, e l’assenza della figura del vicario parrocchiale in quegli anni, ha portato una progressiva diminuzione della presenza giornaliera, pur mantenendo le attività estive. Quando è arrivato don Gennaro, che ha attirato subito a sé il gruppo dell’ACR e i Giovanissimi, stavamo progettando la ripartenza con nuove idee, legato al progetto dell’Ass. Nazionale San Paolo (ANSPI). Il suo l’infortunio e poi la nomina a parroco di Marrara, ha nuovamente rallentato l’attività dell’oratorio. Speriamo che il nuovo assetto dei sacerdoti ci consenta di operare con più efficacia in questo ambito.

Da una decina di anni la parrocchia assieme a quella della del Corpus Domini e della Sacra Famiglia costituisce un Presidio Pastorale. Vi è stato lo sforzo iniziale di collaborare nella preparazione e svolgimento dei campi scuola, nell’incontro unitario dei CPP per una formazione di inizio e fine anno pastorale. Purtroppo non siamo riusciti ad andare oltre. E soprattutto non abbiamo mai dedicato tempo per fare discernimento riguardo a questo. Cogliamo l’occasione della presenza dell’Amministratore parrocchiale don Michele per riaccendere questa collaborazione.

Attualmente le strutture della parrocchia comprendono anche un appartamento in un condominio in via Carducci, che per anni è stato adibito ad ospitare mamme in difficoltà. La gestione era affidata all’Ass. Arcobaleno con convenzioni del Comune. Ora è dato in comodato all’Associazione Viale K per l’accoglienza dei profughi in accordo con le Istituzioni civili.

Altro bene della parrocchia è la sede dell’Ass. Viale K ai numeri 88 e 88/A di via Mambro, dove oltre agli uffici esistono 4 locali che ospitano uomini adulti.

Nel territorio parrocchiale vi sono: un asilo nido, due scuole materne, una scuola elementare, una media, la biblioteca, un centro giovani del comune, una residenza per anziani.

In riferimento al territorio vorremmo ricordare come tra parrocchia e istituzioni vi è sempre stato un dialogo e collaborazione. Negli anni, diversi laici della parrocchia si sono dedicati alla causa socio-politica partecipando attivamente alle attività della Circoscrizione.

Il parroco è attualmente don Michele Zecchin.
Il vicario parrocchiale è don Francesco Viali.

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